.......una volta fuori, il cammino e gli incroci con questi micro-universi tutti al femminile fanno emergere una violenza che non è quella esibita, evidente, da prima pagina, ma quella celata in piccole sopraffazioni e piccoli soprusi quotidiani, fatti di frasi minime, pronunciate di passaggio, uno sminuire continuo dell’essere femminile, lento come una goccia sulla pietra, che scava e modella. E a chiosa, risultano assai esplicative le parole della Salvaterra, che sottolinea come il lavoro sia un invito ad una riflessione intima e personale, dove “più che offrire risposte propongo di condividere con me alcune domande”.

Marco Menini, Krapp's Last Post

 

Lo spettatore/viaggiatore abita come sempre lo spazio e tutto ciò che Succede ci fa vedere, sentire, odorare, è all’interno di una casa. La casa mai come questa volta, sede prediletta. E’ in casa che giace quella violenza invisibile quasi sempre all’interno della famiglia, una violenza legata a un problema di matrice culturale. In Italia c’è una grande tutela per la famiglia come istituzione, il matrimonio, invisibili violenze dentro quella famiglia spesso ancora impregnata di maschilismo, una cultura, una società prettamente maciste e maschilista che alimenta quel fenomeno destinato a protrarsi finche questa subcultura non verrà affrontata e abbattuta. In questa casa si percepisce l’invito a riflettere sulla mortificazione della donna con semplici parole, silenzi e simboli che poi, nei luoghi di lotta e denuncia, pongono l’accento su quella che è la morte fisica, laddove si consente la negazione di dignità psichica, fisica e morale rivolta alle donne.

Maria Di Pietro, mariadipietro.eu